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Come difendersi sui mercati, con questi tassi si può tornare sui bond

In Risparmio
16 Giugno 2022

L’andamento dei mercati

La Bce torna sui suoi passi e, dopo aver visto le Borse crollare e aver fatto salire i rendimenti delle obbligazioni alle stelle, pensa a un sistema che torni a normalizzare gli spread europei. Più in dettaglio, lo strumento voluto da Christine Lagarde ha l’obiettivo di «accelerare il completamento di un nuovo strumento anti-frammentazione» da sottoporre poi al Consiglio direttivo. «Una situazione un po’ bizzarra», dice Andrew Mulliner, Head of Global Aggregate Strategies di Janus Henderson. «Giovedì viene annunciata la fine degli acquisti di asset e sei giorni dopo si tiene una riunione d’emergenza in cui la Bce annuncia uno strumento (reinvestimenti flessibili del Pepp) che aveva già ripetutamente annunciato, la promessa di uno strumento anti-frammentazione da progettare. Il documento mette in luce il paradosso che la Bce si trova ad affrontare: fissare una politica del tasso d’interesse unico per adattarsi a un gruppo di Paesi piuttosto eterogenei».

Portafoglio bilanciato

In un clima di tale incertezza per i mercati, quindi, per i risparmiatori le gatte da pelare non mancano. Come muoversi tra inflazione galoppante, costi delle materie prime alle stelle e spread che hanno preso l’ascensore verso l’alto? Una ricetta adatta a tutti purtroppo non esiste. Secondo i consulenti indipendenti di SoldiExpert, per riuscire a giostrarsi in questi momenti di difficoltà si potrebbe puntare su un portafoglio bilanciato costituito per il 50% da prodotti azionari o legati alle materie prime e per la restante parte ci si potrebbe affidare all’obbligazionario.

Più in dettaglio, visti questi chiari di luna ci si potrebbe affidare, dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert Scf, «a un 40% di azionario globale, a un 10% di azionario legato ai titoli energetici e a un altro 10% con prodotti legati all’oro. Per la parte legata al reddito fisso, invece, si potrebbe puntare con un 10% all’obbligazionario italiano, un altro 10% con prodotti di reddito fisso legati all’inflazione e un altro 10% legato a prodotti ad alto rendimenti di breve termine. Per finire, poi, si potrebbe investire un restante 10% in prodotti di obbligazionario globale societario o governativo».

L’andamento dei mercati

«I temi a cui guarderanno i mercati da qui in avanti restano gli stessi», aggiunge Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialist di Allianz Global Investors, «i dati di inflazione, le decisioni di politica monetaria delle banche centrali e quanto il rialzo dei tassi di interesse inciderà sulle prospettiva di crescita dell’economia, senza dimenticare le conseguenze del conflitto e la situazione in Cina», spiega. «Detto questo, credo che per quanto riguarda il mercato obbligazionario gli attuali livelli di rendimento sulla componente governativa core, americana ed europea, rappresentino dei livelli ai quali incominciare ad accumulare delle posizioni e lo stesso si può dire per la componente corporate investment grade AAA o AA, quella di qualità più elevata. Consigliamo più prudenza per la componente ad alto rendimento, dove la volatilità è ancora alta e gli spread sotto pressione», continua.

«Per i mercati azionari, i corsi scontano uno scenario molto negativo, con correzione vicine al 20% circa, quindi uno scenario di recessione, al quale non crediamo. Consigliamo comunque prudenza e di puntare su settori quali quello delle materie prime che possono performare ancora bene. In un’ottica di lungo termine, però, settori molto penalizzati quali quelli con uno stile più growth (titoli dai quali ci si attenda una crescita, ndr) possono a questi livelli, come per i mercati obbligazionari, rappresentare una soglia alla quale iniziare ad accumulare posizioni», conclude.

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