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Btp Italia, il Tesoro raddoppia il prezzo della fedeltà, il premio sale all’1%

In Risparmio
2 Giugno 2022
L'ultima edizione del Btp Italia risale al maggio 2020 e ha visto adesioni record per 22,3 miliardi.

Il nuovo Btp Italia che verrà collocato dal 20 al 23 giugno

La fedeltà ha un prezzo. Soprattutto in tempi di inflazione galoppante. È questa la filosofia che accompagna l’emissione del nuovo Btp Italia che verrà collocato dal 20 al 23 giugno. Avrà durata 8 anni e un doppio premio dell’1% complessivo per chi terrà il titolo fino al rimborso. Il ministero del Tesoro ha quindi scelto di posizionare il Btp anti-inflazione pensato soprattutto per i risparmiatori sulla parte lunga della scadenza, che all’annuncio era stata indicata in una forchetta temporale tra sei e dieci anni. Nel dettaglio, agli investitori che acquistano al collocamento e tengono il titolo fino al 28 giugno 2026 (quattro anni) sarà corrisposto un premio dello 0,4% del capitale nominale acquistato non rivalutato. Dopo i successivi quattro anni, alla scadenza del titolo (28 giugno 2030), sarà corrisposto un ulteriore 0,6%.

Per il resto non cambia nulla: cedole semestrali indicizzate ai prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, cui si aggiunge il pagamento del recupero dell’inflazione maturata nel semestre (con la previsione di un valore minimo in caso di deflazione a garanzia che le cedole effettivamente pagate non siano comunque inferiori al tasso reale garantito definitivo). L’ultima edizione del Btp Italia risale al maggio 2020 e ha visto adesioni record per 22,3 miliardi.

C’è da aggiungere che finora investire in titoli legati all’inflazione non è stato un grande affare, Una delusione che non stupisce considerato che la dinamica dei prezzi al consumo è stata molto debole in questo ultimi anni. Ma le sorprese potrebbero arrivare per i sottoscrittori fedeli ai Btp Italia e ai Btp Futura. I primi, agganciano cedole e capitale all’aumento dei prezzi, saliti soltanto di recente. I secondi, invece, hanno cedole crescenti, ma fissate all’emissione, e alla scadenza danno un rendimento extra pari alla media annua del Pil nazionale, che ha iniziato a correre, ma con l’ombra di una recessione alle porte.

Negli ultimi mesi i due tipi di titoli hanno dato risultati molto diversi. Mentre i Btp Italia hanno tenuto sopra il prezzo di emissione e hanno pagato cedole ricche nel primo semestre 2022 – addirittura vicine al 4% semestrale che equivarrebbe al 8% su base annua – i BTp Futura hanno seguito il destino dei normali BTp a cedola fissa e hanno subìto cali del prezzo tra il 10% e il 15% a seconda delle scadenze. Le cedole crescenti, infatti, sono comunque predeterminate e quando i rendimenti salgono molto velocemente, come quest’anno, non sono più allineati a quelli di mercato, e il prezzo deve scendere per compensare. La piccola consolazione è il premio fedeltà per chi li tiene, è legato all’incremento nominale del Pil, che ha più probabilità di essere corrisposto, vista l’attuale crescita dei prezzi».

Il confronto con titoli assimilabili non legati in modo speciale al tricolore, invece, varia a seconda delle singole emissioni: l’apprezzamento dei Btp Futura rispetto ai Btp classici di pari durata residua, per esempio, dipende anche dalla data di collocamento, che ha generato cedole più o meno generose in grado di sostenere il prezzo. Se guardiamo, invece, al rendimento a termine, i Btp Italia risultano meno generosi di quelli legati all’inflazione

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.