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CronacaDa non perdere Gio 29 settembre 2022

Berlusconi ha un miliardo da investire con Mfe e guarda all’estero

Conti stabili nei primi sei mesi dell’anno per Mfe, il nome di Mediaset da quando ha spostato la sede legale in Olanda.

Gli investimenti di Berlusconi

Conti stabili nei primi sei mesi dell’anno per Mfe, il nome di Mediaset da quando ha spostato la sede legale in Olanda. Potrebbe essere un buon risultato visto il momento difficile tra guerra e caro energia ma, in una giornata complicata per i mercati, il titolo Mfe A, è scivolato in Borsa del 3,25% portando il calo rispetto all’anno scorso al 54%. Le previsioni negative sulla raccolta pubblicitaria non aiutano ma la società non demorde sulla strategia di diventare un player internazionale nella tv generalista e ha piani bellicosi in materia di acquisizioni. «Dobbiamo diventare un digital global player- ha spiegato il direttore finanziario Marco Giordani- per questo prendiamo in considerazione tutti i dossier che ci consentiranno di crescere tramite acquisizioni».

E infatti, anche se non ci sono conferme ufficiali, Mfe è tra i partecipanti alla gara per l’acquisizione della tv M6 in Francia insieme al patron di Iliad, Xavier Niel. Insomma il Biscione non si arresta proprio come il suo fondatore, nonché maggiore azionista tramite Fininvest, Silvio Berlusconi che oggi ha compiuto 86 anni ma è tornato tra i banchi del Senato fresco di rielezione e si appresta a fare il regista della vittoriosa compagine del centrodestra. Tornando ai conti i ricavi di Mfe sono saliti a 1,388 miliardi di euro rispetto ai 1,387 miliardi dell’anno precedente con l’Italia che è riuscita a bilanciare la riduzione in Spagna. Mentre l’utile è pari a 84 milioni.

In discesa anche il debito a 630,7 milioni un dato importante perché permette al gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi una maggiore flessibilità per finanziare eventuali acquisizioni. Che a breve comunque verrebbero fatte per cassa. «Lo scambio di azioni- ha spiegato Giordani- a questi livelli (il titolo è a 0,30 euro di valore ndr) non ci conviene ma siamo pronti a usare tutti i mezzi finanziari per crescere. Siamo abbastanza solidi sull’indebitamento netto e sulla duration delle nostre facility finanziarie. Questo ci consente di avere una potenza di fuoco da 1 miliardo. A questo si aggiunge poi un free cash flow stabile a 270,2 milioni di euro».

Come già detto le indicazioni sulla raccolta pubblicitaria sono in peggioramento, a causa della frenata complessiva dell’economia. «Il terzo trimestre, che si chiude a fine settembre, sarà negativo rispetto a un anno fa anche perché sconta – ha detto Matteo Cardani responsabile di Publitalia – il confronto sfavorevole con il periodo luglio-settembre 2021 che beneficiava di Europei di calcio e Olimpiadi». La raccolta comunque, secondo le previsioni, dovrebbe essere in linea con il 2019 quando i ricavi pubblicitari netti raggiunsero i 369,7 milioni di euro. Il secondo semestre nel suo complesso è comunque già visto negativo.

«Riteniamo che la raccolta pubblicitaria sarà in calo di un paio di punti percentuali»- ha aggiunto Giordani, spiegando che il gruppo cercherà di intervenire sui costi se necessario indicando margini di manovra intorno al 2-3% rispetto alla base prevista di 1,8 miliardi di euro. Più pessimisti gli analisti con Intermonte che si aspettano un calo del 4% per la pubblicità in Italia nell’intero anno. Mfe però riesce quasi sempre a far meglio del mercato.

Non ci sono stati commenti su Prosiebensat, l’emittente tedesca di cui Mfe ha il 25% mentre ci si aspetta che riparta, con il nuovo governo, il progetto di combinazione tra le torri di EiTowers, dove Mfe è socio di minoranza, con quelle di RaiWay. Sul fronte degli ascolti tutti i canali registrano risultati in crescita rispetto al primo semestre 2021. Canale 5 si conferma prima rete italiana sul target 15-64 anni nel totale giornata (19,4%). Anche in Spagna, le reti del gruppo mantengono la leadership assoluta nelle 24 ore con il 29,5% di share sul target commerciale.

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