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CronacaDa non perdere Lun 04 luglio 2022

L'unico ministro che ha obbedito a Draghi, al Mite tutti senza aria condizionata

L'impianto di condizionamento che garantisce il fresco agli uffici del Mite a Roma si è rotto. E a nulla è servito l'intervento dei tecnici.

I condizionatori rotti del Mite

L’unico che ha obbedito al presidente del Consiglio Mario Draghi è stato lui. Non l’ha fatto nemmeno di proposito, va detto. E sicuramente ne avrebbe fatto ampiamente a meno. Ma mentre tutti gli italiani lottavano contro il caldo infernale in questi giorni abbassando il termometro dei condizionatori ben al di sotto dei 25 gradi imposti dal governo almeno per gli uffici pubblici, il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani è stato costretto a provare con il sudore della fronte gli effetti del riscaldamento globale.

L’impianto del ministero

Il motivo? L’impianto di condizionamento che garantisce il fresco agli uffici del Mite a Roma si è rotto. E a nulla è servito, al momento, pare l’intervento dei tecnici. Così, mentre qualcuno dei dipendenti si attrezzava di ventilatori e si spalancavano le finestre a più non posso, nei dieci piani dell’edificio del ministero il clima è iniziato a surriscaldarsi. Anche sul fronte sindacale.

Di fronte all’aria irrespirabile per il caldo i rappresentanti dei lavoratori hanno battuto i pugni e hanno chiesto il ritorno allo smart working, pena avvertire le autorità sanitarie delle condizioni proibitive degli uffici ed essere pronti anche a scioperare. Ed è a questo punto che Cingolani deve aver capito la doppia funzione dell’aria condizionata: rinfrescare gli uffici e aiutare a non far surriscaldare troppo gli animi.

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