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Caos nei 5 Stelle, quando Di Maio diceva: “Chi non vuole stare con noi va a casa”

In Da non perdere, Politica
22 Giugno 2022

Le parole di Di Maio sui parlamentari

“In Italia oltre ai furbetti del cartellino abbiamo i voltagabbana del Parlamento”. Chissà se Luigi Di Maio, mentre abbozzava, da dietro al tavolino dell’hotel Bristol di piazza Barberini a Roma, il tentativo di apologia per spiegare la fine dei 5 Stelle e la nascita del gruppo Insieme per il futuro da lui guidato, aveva ripensato a quelle frasi pronunciate qualche anno prima. Proprio lui che, verso chi cambiava casacca durante la legislatura, aveva usato parole di fuoco, definendo la consuetudine come “un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato”.

Chissà se aveva preparato una risposta a quella sua dissertazione, nel caso i giornalisti fossero riusciti a fermarlo al termine dello show, che rischia di mettere in discussione il governo di Mario Draghi. Perchè, aveva proseguito Gigino nel video di qualche anno prima, tutti “in Italia se ne fregano”. Perchè quello che conta per questi politici che tradiscono gli elettori “è la poltrona, il megastipendio e il desiderio di potere”.

Chissà se anche lui è stato tentato da queste sirene nella scelta di fondare un nuovo gruppo, come l’ha rintuzzato l’ex amico Alessandro Di Battista, oltre a dover decidere “da che parte stare della storia”. “Chi non vuole più stare nel movimento va a casa”, aveva sentenziato allora Di Maio. Ma non parlava sicuramente nè di lui, nè dei fedelissimi che ieri l’hanno seguito nella nuova avventura.

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